Quando parliamo di arte parliamo di
creazioni di immagini la cui ricerca è
sicuramente iniziata migliaia di anni fa
quando ancora non c’era linguaggio
verbale e la parola era soltanto vagito.
Quando sulle pareti delle grotte
apparvero graffiti pitture e colori.
Opere compiute con molta probabilità
dalle donne mentre gli uomini erano
a caccia. E allora il pensiero va alla
donna artista ai quadri alla sensibilità
femminile alla sua creatività, ci attirano
per la loro forza cromatica, per la
loro dinamica compositiva ma non si
accontentano di essere ammirati da
lontano ci chiedono di avvicinarci, per
scrutare, leggere il linguaggio delle
pennellate, scoprire l’intrigo di segni,
linee, scalfitture, graffi cromatici e
materici, di forme e immagini astratte
in un dialogo continuo sulla tavola, che
ad un primo sguardo sono invisibili ma
che pretendono, un rapporto diretto
con l’opera, con l’artista.
In questo mondo universale che
è l’arte, le sue creazioni ci fanno
viaggiare nel tempo. Ci riportano agli
albori della specie, ad un linguaggio
universale, un linguaggio per immagini,
un linguaggio silenzioso, quello della
nascita umana, dell’identità umana.
Stefania Ballesi Storica dell’arte
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progetto grafico Romina Farris
foto Paolo Massarelli
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